Testi dei Mistici

Testi dei Mistici

L’Indaco

Non angosciarti più
che bisogno c’è
quando partono le rondini
lasciale andare
non domandare più
che ragione c’è
quando passa il carro funebre
fallo passare
e non buttarti giù
che in fin dei conti c’è
un azzurro che fa piangere
oltre le nubi
e non soffrire più
che in fondo forse c’è
al di là di Gibilterra
un indaco mare

San Francesco

Sono in fiore
sono vergine
rosaspina
disponibile
sono a terra
sarei santo
se ignorassi te

soffio dentro i maestrali
San Francesco fra i maiali
sono in pasto ai cimiteri
morirai con me?
sono i crisantemi neri
sono il cielo

sono un cane
temo gli uomini
San Francesco parla ai passeri

sono andato
sono ancora qui
Huckleberry Finn

sono la vita violenta
San Francesco si diventa

sono l’organo Farfisa
ballerai con me?
quel che impari dalla vita
non è vero
sono in pasto ai cimiteri
dormirai con me?
sono i crisantemi neri
sono il cielo

sono il cielo.

I Mistici dell’Occidente

Amore di povertà non conosce guerra
e ladri assassini e fulmini e siccità
ed altri serpenti di questa terra
non li temerai
amore di povertà non conosce re

cos’altro ti può servire se vai nel bosco
cos’altro ti può aiutare laggiù in città
tuo padre consiglierà il coltello contro tutti i guai
cos’altro se non il ferro ti salverà

no ci salveremo disprezzando la realtà
e questo mucchio di coglioni sparirà
e ne denaro e ne passione servirà
gentili ascoltatori siamo nullità
equipaggi persi in alto mare
forse il presidente non lo sa

che cosa ti porti dietro di questi tempi?
e per il viaggio Marta che indosserà ?
sua madre le comprerà il cappotto
contro venti e neve
e quel cappellino della pubblicità

no ci salveremo disprezzano la realtà
e questo branco di coglioni sparirà
sarà dolcissimo distruggerci vedrai
e come i cieli amore nitido sarà

saremo santi disprezzando la realtà
e questo mucchio di coglioni sparirà
e ne bellezza o copertina servirà
e siamo niente siamo solo cecità
pesci avvelenati in mezzo al mare
questo il presidente non lo sa

Le Rane

Mentre scoprivamo il sesso
ignari di ciò che sarebbe poi successo
dopo la maturità
eccoci che attraversiamo i girasoli
bucanieri nati
andiamo via dalla realtà
dalle case popolari

che fine hai fatto
ti sei sistemato
che prezzo hai pagato
che effetto ti fa
vivi ancora in provincia
ci pensi ogni tanto alle rane?
l’ultima volta ti ho visto cambiato
bevevi un amaro al bancone del bar
perchè il tempo ci sfugge
ma il segno del tempo rimane

nelle notti estive e nere
solo lucciole a guidarci nell’oscurità
un’era fa
la crudele pesca delle rane
in uno stagno usato per l’irrigazione
io e te
fratello mio
con gli ami e la torcia

che fine hai fatto
ti sei sistemato
che prezzo hai pagato
che effetto ti fa
vivi ancora in provincia
ci pensi ogni tanto alle rane?
l’ultima volta ti ho visto cambiato
bevevi un amaro al bancone del bar
perchè il tempo ci sfugge
ma il segno del tempo rimane

ma voglio immortalarti e ricordarti così
coi sandali e il coraggio di Yanez
e porterò morendo quella gioia corsara con me

io nel frattempo me ne sono andato
se vuoi ti ho tradito
che effetto mi fa
la piscina di un agriturismo
ha coperto le rane
l’ultima volta che ti ho salutato
poi sono scappato nel cesso del bar
ed ho pianto sul tempo che fugge
e su ciò che rimane

Gli Spietati

Vivere così senza pietà
senza chiedersi perchè
come il falco e la rugiada
e non dubitare mai

non avere alcuna proprietà
rinnegare l’anima
come i sassi e fili d’erba
non avere identità

Gli spietati salgono
sul treno e non ritornano
mai più, non sono come noi
perduti antichi eroi
noi due che al binario ci diciamo addio…

non volere mai la verità
o temere l’aldilà
navigare senza vento
migliorare con l’età

c’è un amore che non muore mai
più lontano degli dei
a saperverlo spiegare che filosofo sarei

Gli spietati salgono
sul treno e non ritornano
mai più, non sono come noi
falliti antichi eroi,
noi due che al binario salutiamo…

Gli spietati salgono sul treno e non ritornano
mai più, non sono come noi innamorati eroi,
noi due che al binario ci diciamo addio…

noi ci siamo amati
violentati
deturpati
torturati
maltrattati
malmenati
scritti lettere lo sai.

non ci siamo amati
divertiti
pervertiti
dimenati
spaventati
rovianati
licenziati
lo saprai

noi ci siamo persi
ritrovati
poi bucati
c’è un amore che mi lacera la carne
ed ancora vivo sai

noi ci siamo amati
violentati
deturpati
c’è un amore che mi brucia nelle vene
e che non si spegne mai

noi ci siamo amati
violentati
deturpati
torturati
maltrattati
malmenati
scritti lettere lo sai.

Follonica

Buttati lì
come eroi
come Dei
cicche e collant
penne Bic
lische e caffè
Tampax e quache Hatù
ossi di seppia e bidet
Visti da qui
dormono
teneri
segni di noi
morti e ridicoli
conchiglie di plastica
olio che arriva dall’Africa

Andiamo a farci un bagno
e poi scindiamo l’atomo se vuoi
sei molto bella amore
sei molto triste amore
andiamo alla deriva
e poi spariamo un colpo in aria
che vuoi che sia
che vuoi che sia
facciamo un pò di sesso
facciamolo lo stesso
spediamo qualche cartolina
dalla spiaggia di Follonica

Gettati via
dormono
inutili
siringhe e barattoli
visti così
vinti ed immobili
davvero sembriamo noi

Andiamo a farci un bagno
e poi scindiamo l’atomo se vuoi
sei molto bella amore
sei molto triste amore
andiamo alla deriva
e poi spariamo anche un bengala
che vuoi che sia
che vuoi che sia
facciamo un pò di sesso
facciamolo lo stesso
per ricordarci di esser vivi
sulla spiaggia di Follonica

Andiamo a farci un bagno
e poi scindiamo l’atomo se vuoi
sei molto bella amore
sei molto triste amore
compriamo una discarica
chiudiamo gli ombrelloni
che vuoi che sia
che vuoi che sia
facciamo un pò di sesso
facciamolo lo stesso
verifichiamo di esser vivi
sulla spiaggia di Follonica

La Canzone della Rivoluzione

Il mio amore è muto
e parla solo coi corvi
profeti e il sindacato non lo ascoltano più
ragazzini attenti
non battete le mani
col cianuro nei sogni
la visione si sgonfia e cade giù

mio fratello è nudo
e vive sotto la neve
tu non credere ai giornali
sputa e tirati su
lo hanno programmato e licenziato a dovere
le villette dei più furbi
ci riflettono tanta luce

avanti amore
perduto in mare
trent’anni fa
fatti canzone
rivoluzione
vamos a matar

fallo contro i cori dei mercanti nel tempio
per i cristi assassinati senza una verità
per i vivi e i morti che santifica il caso
per il pene e la vagina
e per quel che era sacro
e non è più

fallo perchè gli ultimi diventino i primi
per la tua coscienza lurida lavata a metà
per Andrea di Mestre
o per Maria di Matera
per il pane e la gallina che non ci sono più

avanti amore
perduto in mare
trent’anni fa
fatti canzone
rivoluzione
vamos a matar

Groupies

Eva
perchè fare a meno di te
e di rosari messicani?
perchè andare via
lungo la ferrovia
Eva che occasione che hai

Jenny
perchè far digiuno di te
e di liquori americani?
perchè volare via da una patologia?
Jenny che occhi grandi che hai

“Vivere”
dicevamo una sera in Hotel
“E’ così: come mangiare una mela”
così sia
venga eterna la felicità
non così
come sta chiesa la cera

Francesca, no
l’imbarazzo che ho
non deriderlo!
fa parte di me

Angela
c’è qualche ammazzacaffè
prima di catapultarci nel cielo?

Katia
tu ed io
per sconfiggere Dio
per tagliare i temporali a metà

Ines
chissà quanto resta in città
Ines che futuro vivrà
“Vivere”
dicevamo una sera in Hotel
“E’ così: come mangiare una mela”
così sia
venga eterna la felicità
non così
come sta chiesa la cera

La Bambolina

La bambolina
cammina e cammina
fra il ghiaccio e la brina
un raggio di luna
le illumina il viso
già pronto per l’uso
a tutti risponde di sì

la bambolina
la stessa di prima
si espone in vetrina
si piega, si inchina
al tempo
al potere
si guarda il sedere
è grassa
si sente così

Padre delle Nuove Borgate
delle Vite Ammazzate
buon Dio dell’Estate
regalale un fiore
che sia liberata dai sogni
e dal falsi bisogni
non compri
non esca
non cresca
sia vera

Volpe a digiuno
si sente nessuno
le piace la crema
di Londra e di Roma
si allunga e si affina
è freddo
è mattina
il mondo la tratta così

Cristo delle Peggio Borgate
delle Vite Sprecate
buon Dio dell’Estate
accendi un bel fuoco
brucia la modella smagliante
sul cartello gigante
e il suo triste sesso
sia fine a se stesso.

Il Sottoscritto

Di battaglie perse
ben lontano dall’artiglieria
di proiettili sparati al cielo
di parole scritte
ad un destinatario andato via
prima di averle ricevute
di avventati duelli e di future città
di ali di cera sciolte al sole
di bugie per amore e amori senza pietà
e di mulini a vento

può cantarti il sottoscritto
vorrei darti tutto
amarti meglio
poter vivere altre vite insieme a te
potrai mai scusarmi?

di rapine in banca
che non hanno avuto luogo mai
di quei non riusciti a farla franca
degli appuntamenti dati a tarda sera nei caffè
quelli che hai lasciato abbandonati

di perduti capelli
e di future realtà
di bei ricordi andati a male
di bugie per amore e amori senza pietà
e di occasioni al vento

può cantarti il sottoscritto
vorrei darti tutto
amarti meglio
poter vivere altre vite insieme a te
potrai mai scusarmi?

perchè io ti canto questo ed altro
vorrei darti tutto
amarti meglio
poter vivere altre vite insieme a te
solo tu puoi perdonarmi

io ti canto questo ed altro…

L’Estate Enigmistica

Le probabili canicole
le dune e le libellule
il cancro delle cellule
l’aria immobile
la canzone memorabile

le tettine delle vergini
le loro madri giovani
ed i rituali erotici
si disvelano per un attimo

ho risolto un anagramma
anzi (per meglio dire) è stato lui
decifrandosi da se
e mi viene da ridere
bambina, voglio bere un’aranciata
perchè amara sfinge è la realtà
e io non ho più l’età
per riuscire ad illudermi

si diradano le nuvole
si affollano le tavole
si mangiano le fragole
tutto è limpido
questa è l’ora dell’eternità

i progetti di noi manager
i vezzi di noi chansonier
i rebus dell’esistere
si disvelano per un attimo

ho risolto un anagramma
anzi (per meglio dire) è stato lui
decifrandosi da se
e mi viene da piangere
bambina, voglio bere un’aranciata
perchè tanto amara è la realtà
e io non ho più l’età
per riuscire ad illudermi
tesoro, l’ho risolto l’anagramma
anzi (per meglio dire) è stato lui
decifrandosi da se
un agosto a ridere

quest’anno voglio bere un’aranciata
perchè amaro enigma è la realtà
e io non ho più l’età
da riuscire a vivere
nel cielo blu

L’ultima notte felice del mondo

Mentre la pioggia batteva sui vetri
l’attrice guardava passare il tassì
sull’asfalto e sul piombo scrivevo parole d’amore
tu mi parlavi con frasi dei Salmi
io ero sbandata, ma questo non conta
così ti stringevo al mio cuore come fosse
l’ultima notte felice del mondo
l’ultima notte importante per dimenticare di essere soli
di essere soli da sempre

Mentre la mafia giurava vendetta
l’attrice di un tempo era già via di qui
giocavo con l’acqua del mare quand’ero bambina
tu mi baciavi sul letto disfatto
l’estate prendeva una piega di nuove speranze
cadevano stelle come fosse
l’ultima notte felice del mondo
l’ultima notte importante per dimenticare di essere soli
di essere soli da sempre